Valmasino, ordinanza per aiutare rifugi e azienda agricola
Il pastore Ezio Codazzi e Costante Scotti, gestore del rifugio in Valmasino

Valmasino, ordinanza per aiutare rifugi e azienda agricola

Ieri l’impresa incaricata dal Comune ha continuato a lavorare nei momenti in cui il le condizioni meteorologiche lo hanno consentito. Oltre la frana restano tre autovetture bloccate nella parte più alta del tracciato che saranno spostate a breve.

È sceso ancora materiale in Valmasino martedì sera, a poca distanza dalla frana che domenica scorsa ha fatto crollare il ponte a Sasso Bisolo. Niente di paragonabile al crollo dello scorso fine settimana, ma il cielo minaccioso e le piogge che non danno tregua non fanno distogliere gli occhi dall’alto, cioè al cielo, ma anche alla roccia.

Ieri l’impresa incaricata dal Comune ha continuato a lavorare nei momenti in cui il le condizioni meteorologiche lo hanno consentito. Oltre la frana restano tre autovetture bloccate nella parte più alta del tracciato che saranno spostate a breve. Intanto il sindaco Simone Songini ha emanato una nuova ordinanza: la strada per Predarossa resta chiusa, ma da oltre il punto in cui è stata sbarrata domenica. «Visto che i mezzi dell’impresa sono tutti in zona, dall’hotel Rustichella abbiamo spostato il divieto di passaggio a Valbiore - dice Songini - e il transito veicolare e pedonale resta vietato nel tratto comunale agrosilvopastorale per Sasso Bisolo e Predarossa, lasciando libero il passaggio a mezzi d’emergenza, all’azienda boschiva che opera in zona e per i rifornimenti ai rifugisti della Ponti e del rifugio Scotti, che stanno affrontando diverse difficoltà proprio nel pieno delle stagione turistica, nonché all’azienda agricola Codazzi».

Quest’ultima, di proprietà di Ezio Codazzi, conta 40 mucche nell’alpeggio a Sasso Bisolo vicino al rifugio di Costante Scotti, che per primo domenica ha dato l’allarme per la frana. Adesso, mentre permane il divieto di utilizzo dell’acqua in Valmasino e Ardenno (le tubazioni dell’acquedotto sono state tranciate dallo smottamento), il Comune è impegnato nelle opere del post emergenza. «Per realizzare un guado in sostituzione del ponte crollato basterebbero 3, 4 giorni - spiega il sindaco -, ma in questa situazione meteorologica l’impresa non può lavorare in sicurezza, dobbiamo per forza aspettare che il tempo volga al bello. Abbiamo avviato le pratiche in Comunità montana per il pronto intervento, consegnato le schede tecniche in Regione per gli interventi sul torrente Dunio - che fa parte del reticolo idrico maggiore -, dove si è depositato il materiale, e ci stiamo attivando anche per il reperimento dei fondi comunali».

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