Le cattedre ci sono, non gli insegnanti

Le cattedre ci sono, non gli insegnanti

Delle 196 immissioni in ruolo che il ministero a fine luglio ha reso disponibili per le scuole di Valtellina e Valchiavenna, ne sono andate a buon fine 78.

Tanti i contratti a tempo indeterminato firmati con il 60% dei posti, per l’esattezza 118, rimasti scoperti per mancanza di personale: non ci sono gli insegnanti. Soprattutto per le discipline di italiano alla scuola media e superiore, e anche di matematica.

Una situazione paradossale, quella che sta vivendo il pianeta istruzione provinciale. Rischio, che era stato paventato nei giorni scorsi dalla Cisl Scuola di Sondrio, e che ora si è palesato in tutta la sua gravità: «Purtroppo si è verificato quanto avevamo previsto: non c’è personale sufficiente per coprire tutti i posti - spiega il segretario Filippo Maiorana, che suona il campanello d’allarme -. Era abbastanza prevedibile, che ciò avvenisse, poiché le Gae (Graduatorie ad esaurimento) nella stragrande maggioranza dei casi sono esaurite».

L’unico ordine e grado di scuola, in cui il numero di posti a ruolo sono stati assegnati nella totalità è quello dell’infanzia: 11 posti. Erano 31 per la scuola primaria: «Ne sono stati assegnati 28, 20 a docenti del concorso ordinario e otto da Gae», quindi tre i posti di ruolo che restano scoperti.

Il quadro va peggiorando man mano che si sale di grado: delle 54 cattedre contemplate alla scuola media nel decreto, «ne sono stati assegnate solo 25, quindi 29 restano vacanti» e di queste la parte preponderante riguarda italiano, «ben 19 posti».

Solo quattordici, infine, i contratti a tempo indeterminato firmati tra i docenti delle scuole superiori, dove i posti scoperti che avrebbero potuto diventare di ruolo sono addirittura 86.

Che ne sarà ora di questi 118 cattedre vacanti? «Saranno affidate a docenti supplenti con contratti a fine agosto oppure a fine giugno 2018» dice Maiorana.

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